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Lug 18, 2011 - Pittori di Calabria    No Comments

Mostra antologica a Cassano allo Ionio

 

 

 

ANGELO ALFANO RISCOPRE LE PROPRIE RADICI

 

 

 

Fra i pittori calabresi che sono riusciti a imporsi fuori dei confini regionali facendosi conoscere e apprezzare finanche all’estero, nel caso specifico oltreoceano, Angelo Alfano è uno di questi. Nato a Cassano allo Ionio  più di settant’anni fa, da quasi un quarantennio vive insieme alla propria famiglia, e opera, a Eastchester, nei pressi di New York. E dove è popolarissimo e stimato da tutti i suoi concittadini.pitaro,francesco pitaro,angelo alfano

Da sempre ha la Calabria nel cuore. Un sentimento che non lo ha abbandonato nel suo lungo e complesso percorso artistico  e professionale che lo ha visto protagonista un po’ dappertutto nel mondo. Cosenza e Reggio Calabria, Roma e Bologna, gli Emirati Arabi e Budapest, Londra e Parigi, Toronto e New York, Messico e Brasile: sono alcune  delle tappe principali che hanno scandito le sue esposizioni condite da altrettanti lusinghieri consensi di critica e di pubblico.

Nella sua terra di origine Alfano è ritornato nello scorso mese di giugno con una sua mostra antologica patrocinata dal Comune di Cassano. Sono state esposte le opere più rappresentative di una vasta produzione e che hanno caratterizzato la tematica e la stilistica dell’artista italo-statunitense in due significativi periodi della sua evoluzione: neorealista (1955-60), surrealista (1961-2011).

Da ammirare della prima fase, dipinti a olio su tela come La famiglia dell’emigrante (1957), Al ritorno dal mercato (1957) e un pregevole Padre e figlio (1959) che nei tratti lievi e soffusi, e nei contorni indefiniti, richiama così tanto l’ultimo Andrea Cefaly Jr. Della seconda, molto prolifica, prevalgono gli acquerelli (Albero inaridito, 1975; Albero caduto, 1981; Radici, 1981) e le tempere (Paesaggio notturno, 1984; Il ceppo, 1981). Ovunque e sempre nelle sue opere è visibile e pulsante un filo sottile di “calabresità” che le permea e le sottende. È ciò che tiene avvinto l’autore alle tradizioni e alla cultura della sua terra e che ha legittimato molti critici a individuare nel “naturalismo trasfigurato e astratto” la cifra pervasiva e dominante delle sue performance.

Quest’ultimo appuntamento cassanese, per alcuni aspetti, si è caricato di più significati. Esso è stato sì l’omaggio che la suggestiva cittadina che si affaccia sulla Piana di Sibari ha reso a uno dei suoi tanti figli che in ogni tempo le conferirono lustro e vanto, ma al tempo stesso ha il sapore di una metafora esistenziale. Di un cerchio che si chiude, in definitiva, e che, lungi dal voler contrassegnare un cammino conclusivo, ha suggellato un rilevante punto di approdo di un pittore con alle spalle una ricca esperienza.

Proprio là dove tutto cominciò con i primi passi mossi dall’adolescente Alfano che, in un certo senso “figlio d’arte” (suo padre eseguiva sculture in legno), si scoprì dentro il virtuosismo dipingendo immagini umane e animali sui muri del suo quartiere. E da cui spiccò il volo fino a raggiungere ambìti traguardi. Ultimo dei quali, la recente nomina di “Artista dell’anno” da parte dell’International Biographical Centre di Cambridge.

 

 

(Francesco Pitaro in Gazzetta del Sud, Arte, Cultura, Spettacolo in Calabria, 14 luglio 2011)

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