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Ago 6, 2010 - Recensioni    No Comments

Libro di racconti di Antonio Zaccone

 

 

UN VIAGGIO FANTASTICO ALLA RISCOPERTA DI SÉ

 

 

 

 

Che il mondo sarà destinato a essere salvato dai ragazzi – come recita il titolo di un fortunato libro di Elsa Morante – sembra ormai diventata una verità apodittica. Infatti,  a fronte di un decadimento assiologico che oggi all’uomo di una certa età potrebbe apparire sempre più irrefrenabile (e ci si augura che non sia così), il solo antidoto a un rifugio in una “aurea mediocritas” fatta di pessimismo e indifferenza “all’altro” e a tutto ciò che non faccia parte del guicciardiniano “proprio particulare”, potrebbe consistere nel confidare nelle giovani generazioni. O meglio: nel candore e nell’ottimismo dei ragazzi. E disporsi a guardare le cose con i loro occhi.La copertina del libro di Zaccone, Luisella, la bambina che sapeva crescere.jpg

È ciò che fa Antonio Zaccone, insegnante di lettere, scrittore e giornalista catanzarese, con la sua ultima fatica letteraria: “Luisella, la bambina che sapeva crescere”, Mef-L’Autore Libri Firenze, pagg. 128, 2009. Si tratta di una silloge di quattro racconti che si sviluppano su altrettante trame immaginifiche e al tempo stesso verosimili, e dove ciascuno di essi emana un messaggio ben preciso di speranza in un futuro diverso e migliore.

Quattro storie allettanti (la prima che dà il titolo al volume, “Tony e il leone”, “Il diario di un pulcino”, “Deimos”), scritte con uno stile piacevole e sobrio, per mezzo delle quali l’autore ci conduce in un mondo fantasmagorico e onirico che ha come sfondo una natura magica e incantevole. Protagonisti sono sempre bambini che, in una dimensione fantastica, inducono il lettore a guardare al mondo esterno sotto una prospettiva scevra da “sovrastrutture e pregiudizi”. E a scrutare, al tempo stesso, all’interno del proprio animo alla riscoperta di quel “fanciullo” di pascoliana memoria che ogni adulto custodisce dentro di sé.

(Francesco Pitaro, Gazzetta del Sud, Arte, Cultura, Spettacolo in Calabria, 6 gennaio 2011)

 

 

 

 

 

 

  

 

SI RINNOVA IL RITO DELLA MADONNA DI MUROROTTO

 

 Pellegrinaggio della Madonna di Murorotto a Palermiti.jpg

 

Si rinnova a Palermiti (CZ), all’insegna dello slogan “Uniti nell’amore della Madre della Luce e del suo figlio Gesù”, l’ostensione della sacra effigie della Madonna della Luce cosiddetta “di Murorotto”. La manifestazione coinvolge le comunità parrocchiali dei paesi circonvicini, accomunate da un’antica tradizione in cui religiosità e leggenda si intrecciano in un unico afflato di fede e di partecipazione corale.

Palermiti, Centrache, Olivadi, Cenadi, San Vito, Petrizzi – assistite spiritualmente dai rispettivi parroci don Francescantonio De Gori, don Gregorio Rattà, don Antonio Corcoglioniti, don Mario Olanda e don Franco Muccari – sono le tappe interessate dalla liturgia che la tradizione vuole che si ripeta ogni cinque anni. Giornata conclusiva di questa kermesse spirituale il prossimo 10 agosto con una suggestiva processione a piedi che da località Murorotto di Petrizzi si conclude nel santuario mariano di Palermiti. Qui venerdì scorso mons. Antonio Ciliberti ha celebrato una messa solenne in occasione del decennale della nuova dignità di questa chiesa.

Il miracoloso quadro della Madonna verrà infine riposto nella sua abituale dimora, così come avviene da quasi trecento anni. Da quando cioè nel 1720 fu edificata una edicola votiva con questa icona come riporta padre Giovanni Fiore da Cropani nella sua “Della Calabria illustrata”. Icona alla quale sono attribuiti non pochi prodigi. Tra i quali, quello di aver riportato in vita una bimba morta «disgraziatamente per strada» dopo essere stata deposta dalla madre, di ritorno dalla fiera di San Domenico di Soriano (4 agosto 173…), tra lo stupore «indicibile dei popoli circostanti».

8 agosto 2010